HOME PAGE

Fratel Cosimo

È difficile definirlo. La sua umiltà e la sua trasparenza, sfidano le definizioni con la forza della semplicità. Il suo contatto intimo con Cristo e con la Nostra Signora è palpabile e si irradia intorno a lui. Sembra si identifichi con la luce.

Prega molto: un Rosario al mat­tino e uno alla sera, ma l'elemento di fondo è una meditazione conti­nua.

Al primo incontro, la sua laconicità mi ha sconcertato. Molti veggenti sono loquaci, perfino interminabili. Vi sommergono. Fratel Cosimo invece è piuttosto il contrario: ciò che irradia da lui è questo "pregare sempre". È la presenza di Dio che mantiene vita e preghiera, non senza sforzo, per preservarsi dalla dispersione che lo circonda".

Fratel Cosimo è uno zampillare calmo e discreto, a immagine della sorgente da cui ha ricevuto la rivelazione interiore. È calmo, tranquillo, fiducioso, apparentemente inattivo, preso dal contatto del momento. Ma la sua memoria è attenta, registra.

"Da storico, gli avevo chiesto delle date che non ricordava. Me le ha fatte sapere al mio ritorno, in due correzioni del suo racconto autografo delle prime apparizioni". Fratel Cosimo ha deciso intelligentemente la costruzione del luogo di pellegrinaggio. Realizza lentamente e progressivamente la sua missione, secondo le parole ricevute in occasione della seconda apparizione: "Il Signore vuole fare di te uno strumento del suo Amore per la salvezza delle anime".

Non manca di ardore interiore, semmai il contrario, ma questo ardore appare solo quando è utile o importante per la sua missione. Allora, emergono parole forti e calorose.

La Vergine gli ha anche detto: "Io ti aiuterò, ma tribolazioni e sofferenze non ti mancheranno".

"Malgrado la sua apparente gioia di vivere con Dio, ho chiesto a Fratel Cosimo se avesse problemi con il demonio. Ha risposto con un pronunciato cenno di assenso. Volevo andare a fondo con domande, ma poi non me la sono sentita di insistere ancora. Temevo di sembrare indiscreto. Ho osato ritornare sull'argomento solo quando, in auto con Ferdinando Zappavigna, l'amico avvocato della Fondazione, ci siamo recati al vescovado. Le risposte sono allora sca­turite vive, precise e talvolta spedite".

In breve, Fratel Cosimo ha attraversato molte difficoltà e opposizioni:

- da parte degli uomini: si tratta dei peccatori che resistono, ma più comunemente di coloro che non accettano l'autenticità del suo incontro, né della sua missione;

- subisce anche le tentazioni e le sevizie del demonio che maltratta i suoi avversari più pericolosi. Così come fece con Gesù Cristo, dalla prima all'ultima tentazione, indicata da Luca. Dopo l'insuccesso delle prime tre, il demonio, vinto, si ritirò attendendo nell'ombra il momento opportuno: il kairos come dice la parola greca, cioè l'ora della Passione, l'ultima prova. Seguendo Cristo, Fratel Cosimo ha subito tentazioni e attacchi interiori e fisici. Ha provato la disperazione e l'abbandono proprio come Gesù.

"Sulla croce, il Salvatore, sentì forte il senso dell'abbandono e l'agonia di una notte che si veniva formando nella sua psicologia umana. Ciò nonostante permaneva in Lui un traboccante perdono e tanta benevolenza".

Fratel Cosimo riceve anche fisicamente dei duri colpi. Succede nei momenti in cui la sua azione diventa più efficace. In qualche modo ne paga il conto. Allora, però, conserva una grande fiducia in Dio e nella sua azione. Quando sembra che Dio lo abbandoni, si abbandona ancora di più a Lui, nella notte. Viene guidato più di quanto sia lui a guidare. Quando guida, significa che Dio lo guida.

"Raramente ho visto un tale spogliamento, una simile naturale ricettività; per nulla passiva, ma reattiva, se necessario".

Conosce anche le sofferenze della Passione, soprattutto il giovedì e il venerdì, giorni commemorativi. Maggiormente durante la Quaresi­ma, sulla scia di San Francesco. Rivive le terribili sofferenze fisiche di Cristo. Le risente, sembra, nell'ordine della Passione, compreso lo strazio della morte. Le soffre dall'interno, atrocemente, ma nella pace e nell'amore, senza stigmate visibili e senza effusione di sangue. Il Signore lo ha invitato a portare la sua croce nel quotidiano, dicendogli esplicitamente: "Vuoi aiutarmi a portare la Croce?". Questo fa pensare a ciò che il Signore fa vivere in modo discreto a tante anime vittime volontarie. Lo ha chiesto in modo esplicito anche a Yvonne Beauvais, quando il 5 luglio 1922, impegnandosi a dare inizio alla sua vita mistica, Gesù le disse mostrandole la Croce: "Vuoi tu portarla?". Lei ha accettato e ha conosciuto le stigmate sanguinanti cui è stata dedicata una specifica monografia.

 

 

 

 

E possibile scrivere direttamente a Fratel Cosimo Fragomeni----->

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Destinatario:

Fratel Cosimo Fragomeni

- Santa Domenica -

89040 Placanica RC

 

HOME PAGE